mercoledì 27 aprile 2016

PERCHE’ FARE UN CORSO DI PRIMO SOCCORSO BLS-D?

Grazie all'informazione si parla sempre più spesso di BLS o BLS-D, ma perché è di così vitale importanza?

BLS (Basic Life Support) o BLS-D (Basic Life Support Defibrillation) sono acronimi per indicare le prime manovre da compiere per intervenire in caso di arresto cardiaco con o senza l'utilizzo del defibrillatore.
BLSD 
L’arresto o morte cardiaca improvvisa è un evento che colpisce nel mondo occidentale centinaia di migliaia di persone ogni anno.
In Italia ogni anno vengono colpite da arresto cardiaco più di 60.000 persone, circa 164 ogni giorno.

La percentuale di sopravvivenza è prossima allo zero senza un intervento immediato che dovrebbe risolversi entro 5 minuti dalla perdita di coscienza.

L'obiettivo del BLS-D è quello di far sì che anche un cittadino comune sia in grado di attivare il sistema di emergenza territoriale, applicare ed utilizzare correttamente il defibrillatore, iniziando le manovre di rianimazione cardiopolmonare di base.

Il Decreto 24 aprile 2013, relativo l'utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita, ha definito le attività che hanno l’obbligo di possedere nelle proprie attività un DAE:
·          Mezzo di Soccorso di Base (MSB) e intermedio (MSI)
·          Mezzi di soccorso che prestano assistenza a manifestazioni sportive o eventi organizzati
·          Società Sportive sia professionistiche che dilettantistiche
·          Impianti sportivi
·          Mezzi deputati al trasporto sanitario.

Con il Decreto Ministeriale 11 gennaio 2016 è stato prorogato il Decreto Ministeriale 24 aprile 2013  dando ulteriori 6 mesi. Termine ultimo per mettersi in regola è il 20 Luglio 2016.

Oltre l’obbligo del possesso del defibrillatore le Linee guida 2013 precisano che:
-       Il defibrillatore deve essere facilmente accessibile, adeguatamente segnalato e sempre perfettamente funzionante;
-       Deve essere presente personale formato e pronto a intervenire;

I corsi di formazione devono essere effettuati da Enti di formazione accreditati dalle singole Regioni.

Manovre primo soccorso con DAE

La FT Consulting organizza corsi certificati relativi l’utilizzo del defibrillatore anche c/o sede del Cliente.
Si può consultare il sito o contattare i recapiti FT Consulting per ricevere maggiori informazioni.

giovedì 21 aprile 2016

MUD - MODELLO UNICO DICHIARAZIONE AMBIENTALE


30 aprile 2016: termine ultimo per la presentazione del MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale).

Anche per l’anno in corso la presentazione del MUD impiega le medesime modulistiche e istruzioni già usufruite per le dichiarazioni presentate nel 2015.

Le istruzioni sono state rilasciate dal DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2015 e pubblicato sulla GU il 28 dicembre 2015)  che dichiara che non è stato necessario apportare alcuna modifica al modello di dichiarazione previsto dal DPCM del 2014.

Tale provvedimento precisa che le comunicazioni di seguito riportate devono essere presentate esclusivamente per via telematica:

    Risultati immagini per mud dichiarazione
  • comunicazione rifiuti;
  • comunicazione veicoli fuori uso;
  • comunicazione imballaggi (sezione consorzi e sezione gestori rifiuti da imballaggio)
  • comunicazione rifiuti di apparecchiature elettriche e elettroniche.


L’invio telematico alle Camere di commercio deve essere effettuata tramite il sito www.mudtelematico.it.


L'unica eccezione a tale obbligo dell'invio telematico è per i soggetti che producono, nella propria unità locale, meno di sette rifiuti e per ognuno di essi utilizzano non più di tre trasportatori e tre destinatari finali. Quest’ultimi possono presentare il MUD su supporto cartaceo con la dichiarazione cartella semplificata.

La FT Consulting è in grado di realizzare concreti Sistemi di Gestione Ambientale secondo la norma ISO 14001, non obbligatoria ma applicabile a tutte le tipologie di imprese.

lunedì 18 aprile 2016

NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO SUI DPI


Pubblicato Sulla Gazzetta ufficiale della UE il nuovo Regolamento Europeo 2016/425 relativo ai dispositivi di protezione individuale che abroga la direttiva 89/686/CEE.

L’obiettivo è quello di stabilire i requisiti per la progettazione e la fabbricazione dei DPI  che devono essere immessi sul mercato, al fine di garantire la protezione della salute e della sicurezza degli utilizzatori.

Non si parla più di “Direttiva” ma di  “Regolamento”, in quanto si vogliono dare delle “regole”obbligatorie in modo da non lasciare spazio a differenze di recepimento da parte degli Stati membri.

Relativamente agli attestati di certificazione CE e le approvazioni rilasciati a norma della direttiva 89/686/CEE rimangono validi fino al 21 aprile 2023, salvo scadenze anteriori alla data.

Così come definito dall'articolo 3, il nuovo regolamento si applica a diverse tipologie di dispositivi di protezione individuale:
DPI

  •  “dispositivi progettati e fabbricati per essere indossati o tenuti da una persona per proteggersi da uno o più rischi per la sua salute o sicurezza;
  • componenti intercambiabili dei dispositivi di cui alla lettera a), essenziali per la loro funzione protettiva;
  • sistemi di collegamento per i dispositivi di cui alla lettera a) che non sono tenuti o indossati da una persona, che sono progettati per collegare tali dispositivi a un dispositivo esterno o a un punto di ancoraggio sicuro, che non sono progettati per essere collegati in modo fisso e che non richiedono fissaggio prima dell’uso”.


Nell'elenco rientrano anche i dispositivi che “sono nuovi sul mercato dell'Unione al momento di tale immissione sul mercato, vale a dire i DPI nuovi di un fabbricante stabilito nell'Unione oppure i DPI, nuovi o usati, importati da un paese terzo”. Il Regolamento “dovrebbe applicarsi a tutte le forme di fornitura, compresa la vendita a distanza”.


Il regolamento, invece, non si applica ai DPI :
Segnaletica DPI

  • progettati specificamente per essere usati dalle forze armate o nel mantenimento dell'ordine pubblico;
  • progettati per essere utilizzati per l'autodifesa;
  • progettati per l'uso privato per proteggersi da condizioni atmosferiche non estreme;
  • da utilizzare esclusivamente su navi marittime o aeromobili
  • per la protezione della testa, del viso o degli occhi degli utilizzatori (caschi e  relative visiere per conducenti e passeggeri di motocicli e ciclomotori).

          

giovedì 31 luglio 2014

SORVEGLIANZA SANITARIA

La sorveglianza sanitaria viene definita all’art. 2, lettera m del D.Lgs.81/08 come “l’insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa”.

Tutte le attività che compongono la sorveglianza sanitaria vengono svolte dal Medico Competente, nominato dal Datore di Lavoro, ai sensi  dell’art. 25 e dal Titolo I, Capo III, Sezione V del D. Lgs. 81/2008.

La Sorveglianza Sanitaria comprende ai sensi dell’Art. 41 del D. Lgs. 81/08 i seguenti accertamenti sanitari:
Cartella Sanitaria
Sorveglianza Sanitaria
  • Le visite preventive ai lavoratori per rilasciare l’idoneità specifica alla mansione;
  • Visita medica periodica per il controllo dello stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica con periodicità dettata dalla normativa in base all’attività e alla valutazione dei rischi (generalmente una volta l’anno);
  • Visita medica su richiesta del lavoratore qualora il medico ritenga ci sia una correlazione tra la malattia e i rischi professionali;
  • Visita medica al cambio di mansione per verificare l’idoneità alla mansione specifica;
  • Visita medica alla cessazione del rapporto lavorativo

È importante sottolineare che il D. Lgs. 106/09 ha abrogato la norma per la quale le visite preassuntive fossero vietate. Possono essere svolte su scelta del datore di Lavoro, Medico Competente e Dipartimenti di Prevenzione delle ASL purché non sono volte ad accertare una gravidanza o l’ipotesi di sieropositività.

Gli esiti della Sorveglianza Sanitaria andranno a completare la CartellaSanitaria per ciascun lavoratore, alla quale può avere accesso esclusivamente in Medico Competente che darà il giudizio di Idoneità:

  • Idoneità totale;
  • Idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;
  • Inidoneità temporanea (il MC dovrà indicare i limiti temporali di validità);
  • Inidoneità permanente.



Il Datore di Lavoro, nei casi di Inidoneità alla mansione specifica, adibisce il lavoratore, ove possibile, ad altra mansione compatibile con il suo stato di salute conservando la stessa retribuzione. 

Obiettivo primario della sorveglianza sanitaria è la tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori attraverso:
  • Valutazione della compatibilità tra condizioni di salute e compiti lavorativi;
  • Individuazione degli stati di ipersuscettibilità individuale ai rischi lavorativi;
  • Verifica dell’efficacia delle misure di prevenzione dei rischi attuate in azienda.

mercoledì 9 aprile 2014

ADDESTRAMENTO D.LGS. 81/08

“Complesso delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro”, così il D. Lgs. 81/08 definisce l’addestramento dei lavoratori.

Addestramento Edilizia
Corsi di Addestramento



L’addestramento deve essere svolto da persona esperta sul luogo di lavoro, netta differenza dalla formazione. Ogni addestramento prevede una parte teorica che dovrà essere congiunta a una parte pratica sull’uso di macchinari, impianti o attrezzature.

L’addestramento dei lavoratori è a carico del Datore di Lavoro e deve avvenire in occasione della costituzione del rapporto di lavoro, ovvero del trasferimento o cambiamento di mansioni dei lavoratori, come pure nell’ipotesi di introduzione in azienda di nuove attrezzature, tecnologie, sostanze e preparati pericolosi.

In campo dell’edilizia i corsi di addestramento principali riguardano i lavori in quota, ponteggi  e l’uso dei DPI (Dispositivi di Protezione individuale) contro le cadute dall’alto.

Altre tipologie di addestramento riguardano, invece, l’utilizzo di macchine: gru, piattaforme aeree, carrelli elevatori,muletti, terne..


Spazi Confinati
L’addestramento si rivolge anche a coloro addetti all’accesso in Spazi Confinati, ambienti circoscritti caratterizzati da aperture di accesso ridotte e da una scarsa ventilazione naturale sfavorevole in cui è possibile la presenza di agenti pericolosi (gas, vapori, polveri).

Altro corso di addestramento PES – PAV – PEI si rivolge a tutto il personale coinvolto in attività di lavoro sugli impianti elettrici, che dovrà possedere un`adeguata istruzione sulle prescrizioni e sulle regole generali di sicurezza e sulle procedure aziendali da adottare per lo specifico lavoro.
PES PAV PEI

Per ulteriori informazioni si può visitare la pagina del sito dedicata 

giovedì 20 febbraio 2014

DENUNCIA DI INFORTUNIO SUL LAVORO

Quali sono gli obblighi del Datore di lavoro in caso di infortunio sul lavoro? Come avviene la denuncia, quando e come comunicarla?



Comunicazione all'INAIL
Nel momento in cui avviene un infortunio, anche di lieve entità, il lavoratore è obbligato a dare immediata comunicazione al Datore di Lavoro, il quale è tenuto a denunciare all’INAIL l’incidente accaduto.
Questa comunicazione dal 1° Luglio 2013 deve essere trasmessa all’INAIL esclusivamente per via telematica.

La denuncia dovrà essere effettuata per tutti gli infortuni che hanno portato l’assenza dal lavoro per almeno tre giorni, escluso quello in ci è accaduto l’incidente.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di inoltrare la comunicazione di infortunio entro due giorni dalla ricezione del certificato medico. Se dall'infortunio è derivata la morte o vi è un serio pericolo di morte del lavoratore, questa dovrà essere comunicata entro le 24 ore successive.

Per gli infortuni prognosticati non guaribili entro tre giorni, il datore di lavoro deve inviare una copia della denuncia di infortunio all'Autorità locale di Pubblica Sicurezza.

DENUNCIA INFORTUNIO
Infortunio sul Lavoro
In caso di denuncia mancata, tardiva, inesatta oppure incompleta, è prevista l'applicazione di una sanzione amministrativa (articolo 53, Testo Unico 1124/1965 e successive modifiche e integrazioni). Anche in caso di mancata oppure inesatta indicazione del Codice Fiscale del lavoratore, è prevista l'applicazione di una sanzione amministrativa a carico del Datore di Lavoro.


L´ufficio di Polizia Locale, una volta ricevuta la denuncia, annota l´atto in apposito registro e ne invia copia all´ASL di competenza, per gli infortuni con prognosi superiore a 30 giorni invia copia all´Ispettorato del Lavoro per eventuali indagini e controlli di competenza.

mercoledì 22 gennaio 2014

REQUISITI FORMATORI DELLA SICUREZZA

18 Marzo 2014, 12 mesi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, entrerà in vigore il Decreto Interministeriale 6 marzo 2013 circa i requisiti del Formatore per la Sicurezza sul Lavoro

Il grado di istruzione rimane il primo requisito minimo invariato: i formatori dovranno essere in possesso almeno del diploma di Scuola Secondaria di Secondo Grado.

I requisiti fanno riferimento a tutte le attività di formazione regolamentate dagli Articoli 34 e 37 del D.Lgs. 81/08 ma non per i corsi di addestramento che dovranno essere sempre svolti da persona esperta sul luogo di lavoro.

Sarà considerato Formatore per la Sicurezza colui che dimostra, oltre al prerequisito del grado di istruzione, uno dei sei requisiti di seguito riportati:

  1. Esperienza come docente pari ad almeno 60 ore negli ultimi tre anni in materia di Sicurezza sul Lavoro
  2. Laurea (vecchio ordinamento, specialistica, magistrale) nel campo della sicurezza unita al corso di formatori (24 ore), o precedente esperienza come docente (24 ore in materia di sicurezza), o precedente esperienza come docente (36 ore materie differenti dalla sicurezza), o 48 ore di codocenza.
  3. Attestato di frequenza corso 64 ore in materia di sicurezza sul lavoro unita al corso di formatori (24 ore), o precedente esperienza come docente (24 ore in materia di sicurezza), o precedente esperienza come docente (36 ore materie differenti dalla sicurezza), o 48 ore di codocenza.
  4. Attestato di frequenza corso 40 ore in materia di sicurezza sul lavoro unita a 18 mesi di esperienza lavorativa o professionale in sicurezza sul lavoro
  5. Esperienza lavorativa o professionale almeno triennale nel campo della salute e sicurezza unita a corso formatori (24 ore), precedente esperienza come docente (24 ore in materia di sicurezza), o precedente esperienza come docente (36 ore materie differenti dalla sicurezza), o 48 ore di codocenza
  6.  Esperienza di almeno sei mesi nel ruolo di RSPP o di almeno dodici mesi nel ruolo di ASPP o di almeno dodici mesi nel ruolo di preposto unita al corso di formatori (24 ore), o precedente esperienza come docente (24 ore in materia di sicurezza), o precedente esperienza come docente (36 ore materie differenti dalla sicurezza), o 48 ore di codocenza.
Il Decreto si pone l’obiettivo, quindi, di definire i requisiti minimi per i Formatori salvaguardando e garantendo sempre la presenza dei tre aspetti fondamentali per la docenza: conoscenza, esperienza e capacità didattica.  
     
     FT Consulting